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Il relitto dell'imbarcazione da trasporto Diana venne ritrovato nel 2003 durante un'operazione di monitoraggio ambientale condotta da Angelo Modina, Gianni Calafà e Lorenzo Parisi. Da allora le ricerche per capire di che relitto si trattava e come si collocasse nella storia dei trasporti del Lago di Garda, hanno appassionato gli amici dell'Associazione Deep Explorer Onlus. Diana era un barcone degli inizi del '900 costruita in ferro, ed è stata la prima ad avere a bordo il motore diesel chiamati "a testa calda"... anche se il loro costo di utilizzo ne vanificava il lavoro... perciò erano raramente utilizzati! Adibita al trasporto di materiale nei comuni rivieraschi: fascine di legna e sassi dalla Val di Sogno, oltre a materie prime di altro genere. Allora l'unico modo di muoversi sul lago era via acqua e, barconi come questo, non erano difficile da trovarsi. Diana era inserita nella trama dei trasporti interlacuali che rendevano possibili scambi di materie prime ma anche del confronto tra le genti e la cultura del lago di Garda.
A seguito di uno dei fortunali che colpiscono il lago di Garda nel 1932 il barcone affondò, probabilmente a causa di uno spostamento del carico, quasi di fronte al porto del comune di Castelletto di Brenzone. Da allora del Diana rimase solamente un vago ricordo da chi fu testimone del suo affondamento e poi più nulla... d'altronde il lago, ...li, va ben oltre i 100 metri! Fino al casuale incontro con gli amici dell'Associazione Deep Explorer settant'anni dopo il suo affondamento. Ritrovata in una posizione ed una profondità poco agibili l'associazione di Angelo Modina e soci riuscirono ad effettuare le loro ricerche attraverso il robot filoguidato Nicolus dal quale ottennero le prime immagini del relitto; e dai particolari riuscirono a ricostruirne la storia, trovando conferme anche in alcuni testimoni dell'epoca ancora in vita. La Diana poteva così tornare in vita attraverso disegni, fotografie e coordinate GPS. Nell'inverno 2009 il Ministero dei Beni e delle Attività culturali, attraverso il dott. Fozzati Luigi, permette la discesa di un team di subacquei tecnici al fine di realizzare delle fotografie volte alla diffusione della conoscenza di questo relitto e del suo importante ruolo per la cultura ed i mercati rivieraschi. L'esplorazione della Diana può realizzarsi, ma avviene non senza fatiche: diario di bordo del 9 gennaio: dopo molta fatica, oggi alle ore 15, 30 siamo riusciti a fissare una cima alla Diana che permetterà la discesa in sicurezza del fotografo esploratore Lorenzo del Veneziano, il testimonial dei prodotti Gio'Sub che realizzerà il servizio fotografico in compagnia di Lorenzo Stucchi come assistente alle luci. Alla quota di sicurezza a 30 metri di profondità i sub bresciani Franco Zanetti, Diego Vezzoli con il veronese Lorenzo Parisi si fermeranno per dare assistenza nella risalita durante la lunga decompressione. In mattinata è atteso il sindaco di Verona Flavio Tosi e il Sindaco di Brenzone Giacomo Giulio Simoncelli. A bordo di Capitan Nemo oltre ad Angelo e Daniel Modina, Luigi Bissolotti, Michele Pozzali, Giancarlo Rossi e Giuseppe Sala con il fotografo Paolo Sala, ci sarà il supervisore della Soprintendenza del Veneto, Francesco Dossola. Posizionare la cima di guida è stata un'impresa complicata per la forte corrente da sud-nord che dalla scarsa visibilità dell'acqua. Si spera in un miglioramento nella giornata di domani e domenica. diario di bordo del 10 gennaio, Bellissima giornata oggi sul lago di Garda per tutti gli amici della "Diana". Una giornata molto limpida con uno splendido sole, ma il fresco Peler' il classico vento da Nord gardesano soffiava impetuoso. Solo dopo mezzogiorno si è potuto uscire dal porto, ma anche se il vento stava dimininuendo un'onda lunga non ha certo facilitato l'ancoraggio. La maestosa Motovedetta della Guardia di Finanza e il potente gommone della Guardia Costiera Garda arrivati dalle loro basi di Salo' hanno accompagnato il Capitan Nemo sul punto dell'immersione. Verso le ore 13 è entrato in acqua il Rov "Nicolus" pilotato da Daniel Modina e ha inizianto la discesa anticipando di 10 minuti l'immersione dei 2 sub che hanno raggiunto il fondo a - 100 metri utilizzando gli autorespiratori a miscela Rebreather. Raggiunto la Diana che si trova in assetto di navigazione con la prua rivolta a sud, Del Veneziano ha subito iniziato a fotografare affascinato le parti dello scafo che è subito apparso intatto, illuminato dai potenti fari della Gio'Sub manovrati dall'assistente Stucchi. La temperatura sul fondo era di 5 gradi mentre nella quota della decompressione a 30 metri di 7 gradi. La visibilità sulla barca era di circa 10 metri mentre la corrente che ieri ci creato non pochi problemi nel mettere il gavitello, oggi per fortuna era molto debole, pare quasi che la Diana abbia voluto premiare tanta determinazione per quegli uomini audaci hanno voluto fargli visita con molto rispetto. Tutto si è svolto in modo perfetto e sincronizzato e dopo circa 2 ore i sub sono ritornati in superficie elettrizzati dall'eccezionale esperienza e meravigliati dal fascino del relitto rimasto inviolato fino ad oggi 10 gennaio 2009. diario di bordo del 11 gennaio, si è conclusa nei migliore dei modi la spedizione organizzata per fotografare la Diana. Per la prima volta dei sub hanno raggiunto il relitto della barca da trasporto Diana per realizzare un servizio fotografico utile all'edizione di un libro sulla navigazione gardesana fine '800 inizio '900, quando una flotta di queste imbarcazini solcavano le acque per portare uomini, merci e animali.Prima della costruzione della strada gardesana 1933 questo era l'unico mezzo di collegamento tra i paesi rivieraschi. Lorenzo Del Veneziano e Lorenzo Stucchi già nella giornata di sabato hanno potuto fare un ottimo servizio fotografico, nonostante una fastidiosa onda creata dal fresco vento da nord. Dopo circa 2 ore di immersione sono tornati in superficie, molto provati per la lunga permanenza in acqua fredda e buia, ma soddisfatti del lavoro. Sul fondo hanno trovato un visibilità ridotta a pochi metri ed una temperatura di 5 gradi. L'emozione traspariva dai loro volti per la nuova esperienza e l'opportunità di essere stati i primi a documentare così da vicino il relitto dopo circa 80 anni dal suo affondamento. Hanno trovato la Diana come congelata dal tempo con i bozzelli, gli alberi, il lungo bompresso, le ancore e parte del carico ancora intatto.
A bordo della barca d'appogio Capitan Nemo con Angelo e Daniel Modina, Luigi Bissolotti e Michele Pozzali c'era oltre al responsabile della Soprintendenza del Veneto Francesco Dossola, l'anziano maetro d'ascia Sauro Feltrinelli che ricorda ancora quando da piccolo sentiva parlare in ca sa dell'affondamento e non staccava non staccava gli occhi dai monitor dove arrivavano le immagini dal Rov pilotato da Daniel Modina. Immagini storiche pubblicate per gentile concessione dall'archivio storico Cesare Montagnoli. Immagini subacquee realizzate da Lorenzo Del Veneziano e riprodotte su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività culturali. Sulla rivista Subaqva è stato pubblicato il primo reportage fotografico sul relitto della Diana, come la chiamano gli amici dell' Associazione Deep Explorer Onlus di Angelo Modina, Gianni Calafà e Lorenzo Parisi. L'esplorazione sul relitto di un veliero da trasporto, inaccessibile da un'ordinanza della Guardia Costiera, che giace a circa -100mt di profondità nel lago di Garda. La spedizione e la pubblicazione del materiale è stata possibile grazie ai permessi ottenuti dal  l'Associazione Deep Explorers ( prot. 35 del 30 ottobre 2009 del Ministero per i Beni e le attività Culturali) dei quali ringraziamo Angelo e Daniel Modina (che hanno supervisionato le operazioni e la sicurezza in acqua dei subacquei tramite il R.O.V. Nicolus), con Franco Zanetti e Lorenzo Parisi in assistenza per la parte profonda dell'esplorazione; assieme, non ultimi, Giancarlo Rossi e Diego Vezzoli per la deco.
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