Esplorazioni | R. Smg. Pietro Micca - giorno 2 |
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Direttamente dai ragazzi del team Gio'Sub Exploro " Il secondo giorno segna anche la nostra ultima possibilità di riprendere il relitto e riportare alla luce materiale video e fotografico... che permetterà un po' a tutti di incontrare anche questo meraviglioso relitto... tutti i nostri sforzi saranno concentrati a realizzare questo obiettivo...". Lorenzo Del Veneziano, Roberto Liguori e Lorenzo Stucchi tornano in mare al fianco dello staff dell'Associazione Cavalluccio Marino dopo aver passato la serata e la nottata a pianificare il da farsi. "Il relitto è splendido..." commentano i ragazzi ".. ma, come ci aspettavamo, è molto mal conservato... il mare lo ha letteralmente trasformato in uno scoglio ricco di vita..."
La terz a (e ultima immersione). "Stavolta è andata meglio e, nonostante la presenza della solita corrente, l’acqua era discretamente pulita. Abbiamo conosciuto, finalmente, i resti del Micca. Abbiamo dapprima incontrato la torretta; il relitto è incredibilmente concrezionato, e anche le forme della falsa torre sono riconoscibili a fatica. Molto più distinto, invece, il poderoso cannone prodiero (di calibro imponete per un sommergibile e, di certo, di lunga maggiore dei calibri dei 2 cannoni del R. Smg. Millo ). La prua, inclinata come la nave, sul lato sinistro, si stacca dal fondo ed è anch’essa fortemente colonizzata. Si distinguono bene i tubi lanciasiluri, che, come 2 occhi bui e minacciosi, spiccano all’ombra di una grande rete pendente dalla sommità della prua. Siamo poi andati a visitare il resto del Relitto, verso poppa. Uno strano bigo spunta poco dopo la torretta (il Micca era in superficie al momento dell’attacco: probabilmente stavano facendo dei lavori) e ai sui piedi un boccaporto, con ancora in evidenza il manettino di serraggio e la scaletta di discesa, invita a curiosare. A poppa ci accolgono il timone e l’elica di dritta (l’altra coppia è nel fango) ben sollevati dal fondo, ma pesantemente incrostati."![]() Le impressioni Un secondo viaggio, dopo l’esperienza del Millo, nella Storia dei nostri sommergibili perduti durante la Guerra. Il relitto, enorme e possente come tutti gli “Oceanici”, è piuttosto danneggiato e, in qualche modo, trasformato dall’azione del mare; è molto concrezionato ed in alcuni punti sembra che il mare lo stia adottando definitivamente tramutandolo in uno scoglio popolato da aragoste ed anthias. Nonostante questo, il Micca è impressionante: la corrente che lo avvolge, ricca di particelle che sfrecciano veloci lungo lo scafo, lo resuscitano e sembra che ancora stia navigando ac
![]() Sponsor ufficiali della Spedizione R. Smg. Pietro Micca - Santa Maria di Leuca 23/30 maggio 2010
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| Ultimo aggiornamento ( Thursday 24 June 2010 ) |